Il tabernacolo seicentesco di Monterivoso esposto alla Sala Barberini del Palazzo Arcivescovile di Spoleto

29 06 2012

FERENTILLO – Agli abitanti della Frazione di Monterivoso, piacerebbe certo che il ciborio ligneo del 1625  appartenuto alla loro chiesa parrocchiale di Sant’Antonio ritornasse a troneggiare sull’altare maggiore dell’edificio di culto restaurato da pochi anni. Infatti al museo diocesano di Spoleto, alla Sala Barberini , e’ esposto da diversi anni il bellissimo ciborio ligneo intarsiato e policromato di recente restaurato e ritornato al suo originario splendore insieme alla Croce Pinta del XIV secolo. Come detto opere queste che sono state portate al museo diocesano dagli anni 1970 per sottrarli ad eventuali furti. “Un pezzo pregiatissimo – afferma il presidente della associazione Cybo di Ferentillo Carlo Favetti – un unicum dell’arte lignea dei primi del mille e seicento. Il pezzo tutto intarsiato presenta loggettine e piccole sculture raffiguranti Santi della tradizione popolare e i patroni del castello di Monterivoso ossia Sant’Antonio Abate e Santa Lucia. Sulla porticina è scolpito in rilievo il calice con l’ostia. Colonnine poste su stilobate decorano tutt’attorno il pezzo. La chiesa di Monterivoso –  continua – Carlo Favetti – è un vero e proprio scrigno di arte, con affreschi cinquecenteschi e preziosi altari con tele del XVII secolo. Di Notevole importanza la pala di altare raffigurante l’Orazione nell’Orto di Francesco Nardini di Sant’Angelo in vado che la realizzo’ nel 1560. Pittore che realizzo le decorazioni degli sportelloni della cappella delle reliquie sempre presso la cattedrale di Spoleto. Il patrimonio storico artistico di Ferentillo potrebbe dar vita a  una vera e propria pinacoteca locale, con dentro tele e suppellettili di sacrestia fino a raggiungere vestiari e parati da cerimonie in preziosi stoffe d’epoca. Un contenitore a disposizione  ai tanti turisti che vengono a visitare sia al museo delle Mummie che la abbazia di San Pietro in Valle. Del resto- conclude Favetti – il turismo e i luoghi d’arte sono una delle risorse principali del nostro territorio potenziare queste peculiarita’ vuol dire creare sviluppo e ricchezza anche nei piccoli centri”.