Conferenza sulla Croce Pinta del Maestro di Cesi il 16 Giugno durante “Giugno Cesano”

15 06 2012

SPOLETO –  Ancora protagonista uno dei gioielli custoditi presso il museo diocesano di via Saffi,  che in questo periodo già dalla pasqua, in occasione della mostra Cristo Patients,  ha avuto un ottimo risultato di visite e apprezzamenti. Si tratta della Croce Pinta  che dal 1974 è ospitata nel museo diocesano. In occasione della kermesse   “Giugno Cesano” a Cesi, si svolgerà  sabato 16 giugno alle ore 18 presso l’auditorium San Michele Arcangelo un incontro culturale avente per tema La Croce Pinta del XIV secolo attribuita al cosiddetto Maestro di Cesi. La conferenza sarà  tenuta dal giornalista e scrittore ferentillese Carlo Favetti con il coordinamento della Professoressa Loretta Santini. La Croce Pinta, un’ occasione questa per sapere numerose notizie su questo prezioso pezzo di arte sacra di tradizione popolare, sopratutto in Valnerina, nella diocesi di Spoleto, a cavallo tra il XIII e il XV secolo. “Questo esemplare di Croce sagomata – afferma Carlo Favetti  –  proveniente dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria a Matterella di Ferentillo, e’  dal 1975 al museo diocesano di Spoleto e oggetto, di una importante mostra iconografica, ancora visitabile denominata Cristo Patients. Il pezzo risalente alla seconda  meta’ del XIV secolo, per analogie stilistiche al Crocefisso di Cerreto, potrebbe essere attribuito al cosiddetto “Maestro di Cesi”, un anonimo pittore attivo nello spoletino e in Valnerina. Il pezzo – continua Favetti – è stato restaurato di recente e si mostra con tutta la sua originalità inconfondibile. Il Cristo in croce al centro, con ai lati la Madonna e all’altro lato l’Evangelista Giovanni. Ai due estremi in orizzontale, due angeli a sinistra e a destra che raccolgono il sangue del crocifisso in un calice. A capo l’Onnipotente benedicente,  sotto il cartiglio con la classica scritta. Da queste figure – aggiunge –  l’autore dell’opera, accenna una velata e azzardata novità: uscire dallo schematismo che lo ha sempre legato a quelle linee arcaiche del genere pittorico dell’epoca, proiettandosi forse inconsapevolmente in nuovi orizzonti, anche se nel suo percorso artistico seppur breve, vari sono stati i tentativi di perfezionamento stilistico rintracciabili come detto, in quella pregevole e completa opera, ossia la Madonna in trono tra Angeli e Santi, realizzata su tavola a Cesi nel 1308. La fisionomia dell’artista, letta attraverso quest’opera, è quella di un umbro che aggiorna il suo iconico arcaismo consapevole anche di forme “cavalliniane”con una lettura acerba, ma appassionata, dello stesso Giotto. Per chi volesse saperne di può – conclude – potrà consultare il giorno della conferenza, il volume Ferentillo Segreta Storia di un Principato, dove,  un capitolo  intero, con tanto di foto, e’ dedicato a questa pregevole opera”.

 

 

 


Azioni

Informazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: