Convegno: Eucarestia, un corpo, un pane, un sacrificio Spoleto 13 gennaio 2012

6 01 2012

Convegno: Eucarestia, un corpo, un pane, un sacrificio Spoleto 13 gennaio 2012

Programma

ore 10.00 Museo Diocesano – Sala Barberini

Saluti

Mons. Renato Boccardo

Arcivescovo di Spoleto-Norcia

P. Luigi Marioli

Presidente della Rete Museale Ecclesiastica Umbra

ore 10.30 La Croce dipinta: oggetto liturgico,

immagine devozionale ed opera d’arte

Ann Driscoll

ore 11.00 Sotto il segno dei Barberini. Committenze artistiche

del Cardinal Fausto Poli per la Diocesi di Spoleto

Giovanna Sapori

ore 11.30 Trasferimento alla Cattedrale di Santa Maria Assunta,

Cappella del Sacramento

ore 12.00 Tempi della Cappella del Sacramento

Bruno Toscano

con interventi di Rolando Ramaccini

e Anna Maria De Carolis

si ringrazia Carlo Favetti per la seconda  foto e Stefania Nardicchi per la segnalazione del convegno

Dal sito dell’arcidiocesi http://www.arcidiocesidispoletonorcia.it/component/content/article/33-home-page/612-in-cammino-verso-la-festa-di-s-ponziano-patrono-della-citta-di-spoleto-e-dellintera-archidiocesi-sabato-14-gennaio-solenne-pontificale-dellarcivescovo-programma-completo-.html

In occasione della festa del Santo patrono è tradizione che la Chiesa diocesana organizzi un evento culturale. Quest’anno l’Ufficio Beni culturali dell’Archidiocesi propone un convegno dal tema “Eucarestia e Croce: un pane, un corpo, un sacrificio”. L’appuntamento è per venerdì 13 gennaio alle ore 10.00 presso la sala Barberini del Museo diocesano di Spoleto, all’interno del Palazzo arcivescovile. «Questo momento – sottolinea la dott.ssa Stefania Nardicchi, curatore del Museo diocesano – è stato pensato come conclusione della mostra “Il Sacrificio di Gesù Cristo. Forma e funzione. Temi sacri nell’arte antica e contemporanea” organizzata dalla Rete museale ecclesiastica umbra e che ha visto coinvolti anche il Museo diocesano di Spoleto e quello dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Illustri docenti ci aiuteranno a sottolineare alcuni aspetti interessanti di questa mostra, che termina il 31 gennaio. Il convegno del 13 gennaio – conclude la Nardicchi – vuole anche gettare le basi per la prossima mostra d’arte diocesana dedicata al Crocifisso, che si terrà nella basilica di S. Eufemia, a partire dal mese di marzo». Dopo i saluti dell’arcivescovo Boccardo e di padre Luigi Marioli, ofm Conv., Presidente delle Rete museale ecclesiastica umbra si susseguiranno gli interventi di Anna Discroll, storico dell’arte, che parlerà de “La Croce dipinta: oggetto liturgico, immagine devozionale ed opera d’arte” e di Giovanna Sapori, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Roma Tre, che affronterà il tema “Sotto il segno dei Barberini. Committenze artistiche del Cardinale Fausto Poli per la Diocesi di Spoleto”. Alle 11.30 ci si sposterà nella Cappella del Sacramento della cattedrale dove Bruno Toscano, decente emerito di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Roma Tre, Rolando Ramaccini, presidente della COO.BE.C. di Spoleto, e Anna Maria De Carolis, restauratrice, illustreranno i “Tempi della Cappella del Sacramento”.


Azioni

Informazione

One response

10 01 2012
terraumbraspoleto

CARLO FAVETTI il Presidente della Associazione Cybo di Ferentillo
SPOLETO – In occasione dei festeggiamenti patronali di San Ponziano si terra’ una importante conferenza prevista per la mattinata del 13 gennaio presso la Curia, esattamente alla sala Barberini, oggetto della conferenza che vedrà tra l’altro l’argomento delle “Croci Sagomate”, una devozione popolare di grande pregio nel territorio della diocesi da molti secoli. “Nel museo diocesano – afferma il Presidente della Associazione Cybo di Ferentillo Carlo Favetti e autore di un saggio sulla Croce Sagomata – è conservata una delle più importanti Croci Sagomate proveniente fin dagli anni settanta, dalla Collegiata di Santa Maria di Matterella a Ferentillo. Un oggetto prezioso, un unicum nel genere delle cosiddette Croci Azzurre, una espressione religioso popolare di tipo tradizionale del territorio spoletino a cavallo dal XIII al XIV secolo. La croce dipinta, di incerta datazione, ma per analogie stilistiche, riferibile alla fine del XIV secolo, rappresenta il Cristo in Croce con le palpebre socchiuse, nella serenita’ della morte, ai fianchi la Madre e Giovanni Evangelista in atteggiamento di dolore composto espresso dal movimento delle mano. Ai due estremi in orizzontale a sinistra e a destra nelle formelle due angeli che raccolgono in un calice il sangue che fuoriesce dalle mani inchiodate. In alto Dio Padre benedicente con la mano destra e con la sinistra sorregge il libro aperto. Il cartaglio con la scritta Jesus Nazarenus Rex Judearum sopra l’aureola che circonda la testa del Figlio priva di corona di spine. Non si può affermare con esattezza – continua lo storico Favetti – chi sia l’autore dell’opera ma si puo’ attribuire al cosidetto maestro di Cesi (anonimo attivo al tempo di Giotto in Valnerina). A questo artista è attribuita la pala in Santa Maria di Ponte a Cerreto di Spoleto; la tavola Madonna in Trono tra Angeli e Santi del 1308 a Cesi di Terni. La fisionomia dell’artista letta attraverso le sue opere, e’ quella di un umbro, che aggiorna il suo ironico arcaismo, consapevole anche delle forme “cavalliniane”, con una lettura acerba , ma appassionata di Giotto. In questa opera, i volti , le figure, il drappeggio dei tessuti che avvolgono i personaggi posti ai lati rendono nell’insieme un apparente opera compiuta e armoniosa in contrasto con il colore ancora tenue che caratterizza, in parte, le linee anatomiche del corpo del Cristo assai marcate con gli arti inferiori leggermente spostati verso la destra. Comunque – aggiunge Favetti – la staticità dei volumi in analogia con varie opere coeve, si contraddistingue , in questo caso, dalla successione delle figure che circondano quella centrale, confortando la drammaticità del soggetto con piccoli spiragli di movimentata vitalità, che si perde però nella proporzione esagerata del nero chiodo che trafigge i piedi di Cristo. Da queste figure l’autore accenna una velata e azzardata novità, uscire dallo schematismo che lo ha sempre legato a quelle linee arcaiche del genere pittorico dell’epoca, proiettandosi forse inconsapevolmente, in nuovi orizzonti, anche se nel suo percorso artistico, seppur breve – conclude – vari sono stati i tentativi di perfezionamento stilistico, rintracciabili, come detto in quella pregevole e completa opera, ossia la Madonna in Trono tra angeli e Santi realizzato su tavola a Cesi nel 1308”. Per chi vuole saperne di piu’ sulla Croce Sagomata può consultare il libro “Ferentillo Segreta- storia di un Principato”di Carlo Favetti.

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