ll 20 novembre L’A.N.P.I. DI Spoleto INVITA I CITTADINI IN PIAZZA GARIBALDI PER LA 1° FESTA NAZIONALE DEL TESSERAMENTO

18 11 2011

ll 20 novembre L’A.N.P.I. DI Spoleto INVITA I CITTADINI IN PIAZZA GARIBALDI PER LA 1° FESTA NAZIONALE DEL TESSERAMENTO

 
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI ITALIANI
SEZIONE DI SPOLETO
Domenica 20 Novembre 2011
Spoleto, Piazza Garibaldi
Programma
ore 9,30 Esposizione di una mostra documentaria sulla Resistenza
Canti della Resistenza
Esibizione del gruppo “Cari Baldi” di Spoleto con canti patriottici
ore 12.00 partecipazione del Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti
Intervento del Presidente sezione A.N.P.I. di Spoleto Gian Paolo Loreti
ore 13 interruzione
alle ore 15 riapertura del banchetto
Canti della Resitenza
ore 16 esibizione “Cari Baldi” canti patriottici
ore 17 conclusione della giornata
Ci si può iscrivere all’Associazione e versare la quota di 10 euro, si riceverà in omaggio il fazzoletto tricolore dell’Associazione. La consegna delle tessere avverrà con una cerimonia il mese di Gennaio.
Saranno distribuiti depliants sulla storia dell’Associazione ed aggiornamenti dell’attività della sezione A.N.P.I di Spoleto, che è stata fondata nel Dicembre del 1944.
Per informazioni:
Sezione A.N.P.I. di Spoleto “P.Martinelli”, anpispoleto.blogspot.com;

Anpi Spoleto facebook, partigianidispoleto@virgilio.it; Alessandro Ciamarra 333-6175970

 

il 20 novembre L’A.N.P.I. DI  Spoleto INVITA I CITTADINI IN PIAZZA GARIBALDI PER LA 1° Festa nazionale del tesseramento
Una grande giornata per rafforzare le fila dell’antifascismo e il futuro della democrazia. Così l’A.N.P.I. nazionale ha immaginato il 20 novembre prossimo, data in cui sarà presente nelle piazze italiane per lanciare una grande campagna di tesseramento.
Una giornata per suscitare fiducia, per offrire uno spazio di partecipazione, per fare dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia un punto di riferimento, ancora più largo e forte, per tutti coloro che intendono assumere un impegno di responsabilità per il Paese.
Una giornata delle “radici”, antifascismo, Resistenza, Costituzione, per tornare a incontrarsi intorno a quei capisaldi della democrazia che hanno permesso al Paese di condurre una esistenza civile per oltre 60 anni e che oggi la destra vorrebbe far passare per “vecchi”, quindi da stravolgere se non cancellare.
Una giornata per tutte le italiane e gli italiani di Costituzione.
Vi aspettiamo, dunque, numerosi.
È disponibile l’elenco di tutte le piazze http://www.anpi.it/ dove l’ANPI sarà presente, suddiviso per provincia.

 





Domenica 20 novembre 2011 alle ore 12 in Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto l’inaugurazione delle Mostre

18 11 2011

 La S.V. è invitata domenica 20 novembre 2011 alle ore 12 in Palazzo
Collicola Arti Visive Spoleto All’inaugurazione delle Mostre

INPUT Visioni italiane Contemporanee
DANILO BUCCHI

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie MARCELLO MAUGERI
1966

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie SVETLANA
OSTAPOVICI In/NATURA/le

TRE PROPOSTE INVERNALI AD ALTO IMPATTO ICONOGRAFICO TRE ARTISTI CHE
DILATANO LE POTENZIALITA’ DEI LINGUAGGI VISIVI TRE LINGUAGGI (PITTURA,
FOTOGRAFIA, VIDEO) PER IPOTIZZARE NUOVE ATTUALITA’

LE MOSTRE SONO A CURA DI GIANLUCA MARZIANI L’INIZIATIVA E’ IN
COLLABORAZIONE CON MONINI SPA

Le mostre rimarranno aperte fino al 26 febbraio 2012 Fino a Natale le
mostre rimarranno aperte il sabato e la domenica con il seguente orario:
10,30-13; 15-17,30
Dal mercoledì al venerdì visite speciali solo su appuntamento (da
concordare per orari e modalità).
Lunedì e martedì chiuso



presenta

 

TRE PROPOSTE INVERNALI AD ALTO IMPATTO ICONOGRAFICO

TRE ARTISTI CHE DILATANO LE POTENZIALITA’ DEI LINGUAGGI VISIVI

TRE LINGUAGGI (PITTURA, FOTOGRAFIA, VIDEO) PER IPOTIZZARE NUOVE ATTUALITA’

 

 

INPUT Visioni italiane Contemporanee

DANILO BUCCHI

 

 

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie

MARCELLO MAUGERI

1966

 

 

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie

SVETLANA OSTAPOVICI

In/NATURA/le

 

 

LE MOSTRE SONO A CURA DI GIANLUCA MARZIANI

 

INPUT Visioni italiane Contemporanee

DANILO BUCCHI

Danilo Bucchi

Una siringa al posto del pennello. Cerchi come origine del mondo

Citazioni che diventano linguaggio pittorico “altro”

Forme circolari per delineare un proprio mondo. Un “mondo alla Bucchi”

L’artista dipinge da anni con la rigorosa coerenza del segno riconoscibile, creando mondi iconici che lanciano nuovi immaginari della pittura contemporanea. Usando la siringa al posto del pennello e un gioco di opposti tra bianco e nero, Bucchi inventa paesaggi umani con volti e corpi dal tratto circolare, legando l’essenzialità ispirata del gesto alla vibrazione elettrica dei protagonisti.

Velocità, sintesi, controllo: tre momenti che delineano l’attitudine del gesto, la natura del segno e l’impostazione visuale dell’artista. Significativo, in particolare, il connubio tra processo cerebrale ed esecuzione tecnica: esiste un flusso senza interruzioni tra l’idea e il suo sviluppo sul quadro, giocato su un automatismo concentrico che evita la frammentazione discontinua del pennellare. L’uso della siringa al posto del pennello rende possibile la fluidità motoria del gesto veloce eppure calibrato, un’azione che risente delle energie Gutai (l’avanguardia giapponese che aprì la tela alla forza muscolare dell’agonismo) ma anche di Jean Dubuffet e Wols, Jackson Pollock e Maria Lai, fino alla cultura street di cui Bucchi sembra un fuoriuscito talentoso e inclassificabile. Le diverse influenze si raccolgono assieme per una formula che è un codice linguistico, imprinting lessicale con cui l’artista trasforma quei corpi mentali in un “mondo alla Bucchi”.

Il quadro diventa una narrazione liquida, priva di testi ma non di sottotracce che aprono varchi interiori. Bucchi dipinge con le regole aperte del flusso interiore, ricapitolando l’istinto nei margini domabili della ragione. Il suo moto è catartico, una pressione verso l’esterno che esplode in circonferenze d’inchiostro. C’è qualcosa di orchestrale nelle folle o nei gruppi dipinti, una strana coincidenza con la cultura del social network e del web in generale, spazi centrali nella visione liquida del presente. Non vedrete nulla di esplicito in tal senso, il paesaggio umano di Bucchi vive di manualismi meccanici (la siringa crea ritmo, pausa, velocità) e vibrazioni elettriche. Il senso del network riguarda le armonie apparenti della massa dipinta, il rapporto tra pieni e vuoti, l’omogeneità tra campo lungo e piano ravvicinato. E’ come se tutti parlassero una lingua comune (il linguaggio informatico) e galleggiassero nel medesimo contesto (nel web riguarda Facebook, Twitter, Linkedin, Tumblr…), annullando le differenze nell’apparenza dell’identità virtuale. Si diffonde un’entropia che mantiene ordine e relazioni, un dialogo esteso che travalica il singolo quadro e rende l’artista un quaderno aperto di appunti mentali.

La mostra raccoglie una selezione di lavori degli ultimi anni che si mescoleranno alle opere inedite, create appositamente per la mostra di Spoleto. A completare il percorso anche la proiezione di un video che documenta la felice relazione tra suono elettronico e pittura, ritmo e gestualità, dinamismo musicale e staticità apparente del quadro.

 

http://www.danilobucchi.com

Catalogo disponibile

 

 

 

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie

MARCELLO MAUGERI

1966

maugeri

 

Cleptomanie mentali davanti alla massa liquida di frammenti e immagini disponibili

Montaggi videologici, fuoriuscite di quadri fotografici… e materiali di scarto fisico

Il quadro come soggetto dinamico, instabile, tra superficie e complessità interiore

 

Marcello Maugeri presenta un corpus operativo che riepiloga i cicli finora prodotti. Un percorso volutamente diversificato per stili e formule, in bilico tra la coscienza virtuale del materiale solido (vecchi legni, buste in plastica, ferri…) e la coscienza reale del materiale elettronico (i video e gli still fotografici). Una sorta di onnivora cleptomania mentale unisce le opere dei cicli, seguendo le tracce della nostra civiltà, i suoi segni e disegni, le incidenze e gli incidenti, gli scarti e le molteplici parti, il consumo e la consumazione…

Cleptomania mentale come modalità per acquisire ed elaborare conoscenze, immagine come esperienza immediata di significati profondi e complessi, rappresentazione diretta, concetto sintetico, pratica dell’immaginario.

Dice l’artista:  “Accettare le diverse interpretazioni, suggerire emozioni senza offrire una soluzione finale, considerare tutte le possibilità ma leggerne consapevolmente una sola per volta, con una comprensione che è sempre dinamica, incompleta, di superficie. Ingaggiare la mente dell’osservatore in una sfida costante. Assumersi la responsabilità di creare un’opposizione rispetto ad un determinato fine senza necessariamente doverla condividere. Annullare i confini dello spazio e del tempo…”

L’opera diventa il momento, l’attimo in cui lo sguardo dell’osservatore la fa vivere e la completa, esperienza estetica ed emotiva in cui ci si perde per ritrovarsi.

CIRCUS sarà il corpus centrale della mostra. La sua base elaborativa è una vertiginosa cleptomania visuale, una sorta di movimento circolare attorno alla fonte che fa fluire immagini su immagini, un continuum da cui l’artista pesca secondo regole proprie. La conseguente narrazione nasce da un montaggio di libere associazioni che usa la dimensione del copyleft e l’apertura semantica dei codici estetici…. …Ogni frammento determina un atto morale e delinea la personalità di Maugeri, la sua visuale sul mondo, il suo sistema di riferimenti. Il postmoderno elettronico, insomma, si plasma sullo specifico soggettivo e, a differenza del passato, non ragiona per consuetudini collettive. Si customizza sul singolo creatore che ne giustifica il senso e lo diffonde come un archetipo. Fine dei dogmi granitici, fine delle ideologie a lunga gettata; è il presente che va velocissimo e gestisce la propria velocità, la razionalizza e sistema, dando peso a quei contenuti che vivono di ossigeno elettronico.

 

http://www.marcellomaugeri.net

Catalogo disponibile

 

 

 

 

iCON Attrazioni fatali tra immagin(ar)i e nuove tecnologie

SVETLANA OSTAPOVICI

In/NATURA/le

La fotografia digitale inventa paesaggi plausibili dall’impatto stravolgente

Le nuove nature del mondo tra reale e artificiale

Visioni estreme come atto di responsabilità per un “altro” futuro

Svetlana Ostapovici rispetta le urgenze iconografiche dell’opera, direi che tutto il suo percorso è una sfida di equilibri e contaminazioni, una tensione costante per amalgamare messaggio e forma finale, senza che uno prevalga mai sull’altro. Non era facile visto il medium prediletto: la fotografia. Ancor meno facile quando la tecnica digitale costruisce paesaggi altri che inventano una seconda realtà sulla base del mondo concreto. Le immagini provocano reazioni, sfidano lo sguardo con le loro vertigini urlanti. Si vestono di epidermidi solide che vibrano con lo stridore vivo di pietre, metalli, legni, plastiche… La natura urla la sua sofferenza e l’opera ne amplifica le passioni, si trasforma nella cassa acustica che fa risuonare la fibrillazione instabile del Pianeta. L’artista moldava ascolta le ferite del paesaggio, carezza la patologia tumorale che lacera l’eden perduto. Guarda con amore il disagio ambientale, senza alcun disgusto o toni nichilistici, mostrando invece la luce dietro ogni tragedia, elaborando un lutto in forma di lotta. Le sue visioni, pur criticando la cultura del benessere postcapitalista, vanno oltre la retorica del problema e cercano gli spazi d’adattamento, l’alchimia dialettica tra opposti, una sorta di continuità storica che stabilisca le ragioni del reale in mutazione. La Ostapovici ci racconta il lato sporco del Pianeta senza alcun moralismo; preferisce l’emozione lucida e il senso di protezione verso l’elemento debole, sottolineando la natura ciclica degli eventi e l’ineluttabilità del cambiamento. I suoi progetti vanno nella direzione della bellezza pericolosa ma necessaria, dentro la consapevolezza del problema, oltre il muro della nostalgia. Ogni opera parla con frasi metalliche, come avrebbero fatto James G. Ballard e Kurt Vonnegut se al posto delle parole avessero scelto le immagini. E’ l’arte visiva che incarna l’esperanto della visione globale, un codice aperto alle interpretazioni e al fluire della contemporaneità. E’ il quadro che si assume la responsabilità del futuro.

A proposito del ciclo “Metal Recycling”: Enormi accumuli di materiali compattati, una sorta di biblioteca a cielo aperto dove al posto dei libri spuntano le memorie compresse della civiltà industriale. Su questi spazi si stagliano sculture figurative di chiare simbologie morali, ricreando alchimie fotografiche in cui convive l’elevazione del pensiero (la scultura) e lo scarto dell’azione umana (la discarica). Cultura e vita, istinto e ragione, bellezza ed orrore: tutto si mescola in una visione che reinventa il reale sulle ceneri dell’eccesso collettivo.

A proposito di alcune opere site specific: Installazioni create sulle misure e caratteristiche degli spazi prescelti, secondo fisionomie morali che coincidono con le ragioni tematiche del singolo progetto. Gli inserti digitali dei cicli fotografici trovano qui una natura spaziale che ridefinisce le relazioni tra quadro e volumi scultorei. Opere ad alto impatto emotivo che riprendono l’estetica e i contenuti cari all’artista.

http://www.svetlanaostapovici.it

Catalogo disponibile (Vanilla Edizioni)